sabato 16 marzo 2013

Internet sicuro per bambini



L'Associazione Genitori degli alunni della scuola primaria di Casale Litta (Varese), il 9 marzo 2013 mi ha invitato a tenere un incontro, insieme alla polizia postale, sul tema "internet sicuro per bambini".

Ho cercato di spiegare i meccanismi psicologici che scattano nei bambini e negli adolescenti quando usano internet, perché esso risulta così attraente e cosa possono fare i genitori per tutelarli e proteggerli.

Uno degli aspetti che ho preso in esame nel mio intervento è il rapporto tra internet e le emozioni. I videogiochi, la visione di filmati e siti internet interattivi rappresentano un vero e proprio bombardamento di stimoli per il cervello e suscitano una forte attivazione emozionale.

Il coinvolgimento emozionale offerto da internet è senz'altro maggiore di qualsiasi altro tipo di gioco o intrattenimento per bambini e ragazzi. Avendo il loro cervello bisogno di crescere, esso è particolarmente recettivo nei confronti di ogni tipo di stimolo, e cosa più di internet può sollecitare le cellule nervose? Questa è una delle principali ragioni per cui internet attira così tanto bambini e adolescenti.  

Molte le domande dei genitori, soprattutto legate a come educare ad un uso responsabile della tecnologia e a come parlare ai bambini dei rischi legati alla rete (pedofilia, cyberbullismo, dipendenza tecnologica). Ricette e risposte preconfezionate non esistono, ma i genitori possono far molto attraverso l'ascolto attivo dei figli, la loro autorevolezza nel dare regole e farle rispettare, l'educazione al senso critico.

Quest'ultima competenza, il senso critico, è ritenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una delle abilità utili alla vita (life skill) e può essere implementata anche durante progetti speciali svolti a scuola dallo psicologo, come Liberi Tutti.

lunedì 21 gennaio 2013

La comunicazione efficace in ambito scolastico



Il 1° dicembre 2012, con grande piacere, sono stato uno dei relatori al Convegno organizzato al Centro Culturale di Soazza (Canton Grigioni, Svizzera) da LiUM University e LiUM Association Mesocco.

Titolo dell'iniziativa "Comunicazioni, linguaggi e relazioni oggi: quali risposte per il domani?". Mi sono così confrontato con gli altri relatori e il pubblico su cosa significhi oggi comunicare in famiglia e nei diversi ordini di scuola, con un focus sulle relazioni educative ai tempi di internet, chat, telefoni cellulari e SMS.

Nel mio intervento, "Comunicazione efficace in ambito scolastico", a partire dalla ricerche svolte nell'ambito della psicologia dello sviluppo, ho presentato lecompetenze richieste ai docenti per impattare positivamente il clima in classe e la relazione con genitori. 

Come ha rimarcato uno degli uditori in sala, agli insegnanti oggi non manca certo la buona volontà, ma non sempre hanno gli strumenti per comunicare in modo efficace con alunni e famiglie, evitando errori e barriere comunicative. 

Specialisti nella loro materia di insegnamento, non sempre conoscono le basi di una comunicazione funzionale e pochi sono gli spazi di confronto con colleghi e altri professionisti su temi pratici legati al comunicare bene

Giornate di studio come questa, corsi di formazionetirocini momenti di supervisione possono essere di grande utilità per chi lavora da poco o da molto tempo come docente e abbia voglia di mettersi in gioco proprio sul fronte più difficile, ma entusiasmante: la relazione con gli alunni e le loro famiglie.

sabato 20 ottobre 2012

Nella testa degli adolescenti

E' stato un onore accogliere l'invito della Biblioteca Civica di Varese per presentare al pubblico, insieme alla stimata collega Gabriella Ponti, l'ultimo libro di Eveline CroneNella testa degli adolescenti: i ragazzi spiegati attraverso lo studio del loro cervello”. 

L'autrice è una ricercatrice olandese in psicologia dello sviluppo, ha scritto “Nella testa degli adolescenti” nel 2008, ma esso è stato tradotto in italiano solo quest'anno e pubblicato dalla casa editrice Urrà-Apogeo. Il punto di forza di questo testo consiste, secondo me, nel presentare in modo semplice e chiaro le recenti scoperte delle neuroscienze che negli ultimi anni hanno fatto passi da giganti. Fornisce così utili indicazioni a genitori, insegnanti, psicologi, ed educatori.

Certamente sono ancora moltissimi i misteri del cervello umano che è una macchina meravigliosa quanto sofisticata, però sappiamo con esattezza che gli adolescenti si comportano in modo diverso dagli adulti perché il loro cervello lavora effettivamente in modo diverso. Questo è dovuto al lavoro di trasformazione e specializzazione delle diverse aree cerebrali che porteranno poi al cervello dell'adulto.

Questo libro mi piace perché stimola comprensione e pazienza verso gli adolescenti. I comportamenti e gli atteggiamenti dei ragazzi che tanto ci fanno arrabbiare c'entrano con l'organizzazione del cervello a quest'età e quindi occorre mettere in conto tanta pazienza e tanta costanza nell'azione educativa.

sabato 13 ottobre 2012

Il benessere a portata DI MENTE



Inizia oggi a Varese il Festival della Cultura Psicologica organizzato dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia in parallelo con Milano e altre provincie lombarde. Il suggestivo titolo della manifestazione è “Il benessere a portata di mente” e comprende convegni, presentazioni di libri e workshop.

La rassegna intende mostrare alla cittadinanza quanto la psicologia gestita da psicologi professionisti, regolarmente iscritti all'Albo, possa contribuire al benessere personale e sociale.

Grazie all'applicazione scrupolosa di tecniche e scoperte scientifiche lo psicologo effettua interventi di aiuto efficaci dalla primissima infanzia, all'età scolare e all'adolescenza, nella vita di coppia, nel lavoro e nello sport, fino alla terza età.

Anch'io parteciperò al Festival mediante la presentazione del libro di Eveline Crone “Nella testa degli adolescenti. I nostri ragazzi spiegati attraverso lo studio del loro cervello” che si terrà alla Biblioteca Civica di Varese di Via Sacco 9 il giorno 17 ottobre alle ore 18:00. Io e la collega Gabriella Ponti abbiamo scelto questo testo sia per la stima verso l'autrice, full professor all'Università di Leida e Amsterdam, sia perché spiega in modo chiaro come le nuove scoperte delle neuroscienze possano essere un valido aiuto per comprendere il pensiero, le emozioni e il comportamento dei nostri ragazzi.

martedì 24 luglio 2012

Quale qualità per l'asilo nido?

Oggi il tema della Qualità dei servizi per l'infanzia è sempre più sentito e chi fa la Qualità se non le persone con le loro menti, i loro comportamenti, il modo di relazionarsi, di utilizzare spazi e materiali?

Per questo motivo per il secondo anno consecutivo ho tenuto un corso di formazione di psicologia sulla Qualità in un Asilo Nido privato di Milano.

Come caratteristico degli psicologi di orientamento umanistico-rogersiano, ho utilizzato una metodologia attiva che punta a coinvolgere i partecipanti al corso. Oltre ad input teorici, ho proposto attivazioni pratiche, griglie di auto-valutazione e gruppo di discussione al termine di ogni incontro al fine di condividere con tutto il gruppo domande, dubbi e per confrontarsi sulle possibilità applicative di quanto appreso.

Abbiamo riflettuto sulle idee di bambino, sviluppo ed educazione che hanno in mente le educatrici con l'obiettivo di renderle esplicite e condivise e di collegarle alla prassi educativa.

Il corso ha fornito anche l'occasione per revisionare il progetto educativo del nido, aggiornarlo con quanto appreso durante il corso e arricchirlo con nuovi spunti di miglioramento per offrire un servizio migliore alle famiglie.

martedì 12 giugno 2012

Donare è ricevere - seconda edizione

Si è da poco conclusa la seconda edizione del progetto scolastico “Donare è ricevere” che ho svolto per Avis Provinciale di Varese in 3 scuole superiori della provincia, coinvolgendo in tutto 9 gruppi classi.
Ho così condotto laboratori di classe (tre incontri per classe) con la finalità di accompagnare i ragazzi ad esplorare le proprie considerazioni personali sul tema della donazione di sangue, ma in modo graduale ed inserendo tale argomento nel più ampio contesto della solidarietà e del volontariato.

Le attività che ho predisposto avevano l'obiettivo di promuovere negli studenti uno stile di vita sano, improntato alla cura di sé e degli altri, sensibilizzandoli sui temi del benessere psicofisico (cosa significa prendersi cura di sé e degli altri), delle capacità relazionali (come entrare in relazione con gli altri in modo sano), della cittadinanza attiva e della solidarietà sociale.

Ho utilizzato una metodologia di tipo attivo, che ha previsto il coinvolgimento diretto dei ragazzi e l'impiego di tecniche come: il brainstorming, le discussioni di classe, il role palying, la simulazione di situazioni reali, attività di confronto in piccoli gruppi su temi specifici per poi illustrare alla classe i punti centrali del dibattito, ecc.

Molto positivi i dati emersi da un questionario anonimo somministrato agli studenti al termine del progetto. Chiedendo loro una valutazione sintetica sull'iniziativa, poco più della metà del campione (55,1%) l'ha definito “buono”, il 14,4% ottimo e solo una piccola percentuale l'ha trovato mediocre (circa il 7%), mentre all'incirca il 22% ha espresso una valutazione intermedia (“discreto”).

venerdì 30 marzo 2012

Alcolici e pubblicità

Un progetto di prevenzione all'abuso di alcol che ho svolto presso la Sezione associata di Laveno Mombello del liceo Vittorio Sereni di Luino ha toccato il tema della pubblicità delle bevande alcoliche.

Ho passato in rassegna una serie di pubblicità in forma cartacea e video, cercando di decodificare e comprendere insieme ai ragazzi i meccanismi psicologici sottostanti agli spot pubblicitari.

Uno dei più frequenti è l'identificazione dell'ipotetico consumatore con un personaggio famoso dalle caratteristiche vincenti, apprezzato dai più giovani. Il messaggio implicito che viene inviato è: se bevi quello che beve questo personaggio, diventerai anche tu un numero uno (dello sport, della musica, dello spettacolo). 

Altri agiscono sui luoghi comuni sull'alcol: l'alcol che rende sicuri, forti e che facilita le relazioni con l'altro sesso. La promessa pubblicitaria è: basta qualche bicchierino e l'effetto auspicato si verifica. Sì, ma solo la perdita di inibizioni che può portare anche a comportamenti rischiosi e irresponsabili.

L'analisi di questi meccanismi aiuta i più giovani a riconoscerli nelle pubblicità a cui sono esposti quotidianamente e a difendersi, senza lasciare che condizionino la loro libertà di compiere scelte libere e consapevoli.