È appena iniziato l’anno nuovo e, aprendo gli occhi, abbiamo appreso dai social e dai notiziari televisivi la notizia terribile proveniente da Crans-Montana. La psicologia ci ricorda che, anche quando non siamo “dentro” i fatti, i fatti possono entrare dentro di noi attraverso i mass media.
Siamo esseri profondamente sociali: il dolore si trasmette anche a distanza, per risonanza e contagio emotivo.
A ogni immagine, a ogni aggiornamento, a ogni intervista, sentiamo l’angoscia dei familiari delle vittime come se fosse la nostra. Quando l’esposizione è continua, questo dolore può diventare pervasivo. E quando il dolore è così grande, è difficile trovare le parole per esprimerlo.
Forse l’unica cosa possibile, adesso, è restare umani: ridurre la sovraesposizione ai contenuti, scegliere il silenzio rispettoso. E, come in un abbraccio collettivo, stringerci, come hanno fatto i soccorritori, anche senza frasi perfette, facendo sentire vicinanza e cura a chi sta vivendo una ferita immensa.
