lunedì 5 gennaio 2026

L'anno si apre con la tragedia di Crans-Montana

È appena iniziato l’anno nuovo e, aprendo gli occhi, abbiamo appreso dai social e dai notiziari televisivi la notizia terribile proveniente da Crans-Montana. La psicologia ci ricorda che, anche quando non siamo “dentro” i fatti, i fatti possono entrare dentro di noi attraverso i mass media.

Siamo esseri profondamente sociali: il dolore si trasmette anche a distanza, per risonanza e contagio emotivo

A ogni immagine, a ogni aggiornamento, a ogni intervista, sentiamo l’angoscia dei familiari delle vittime come se fosse la nostra. Quando l’esposizione è continua, questo dolore può diventare pervasivo. E quando il dolore è così grande, è difficile trovare le parole per esprimerlo.

Forse l’unica cosa possibile, adesso, è restare umani: ridurre la sovraesposizione ai contenuti, scegliere il silenzio rispettoso. E, come in un abbraccio collettivo, stringerci, come hanno fatto i soccorritori, anche senza frasi perfette, facendo sentire vicinanza e cura a chi sta vivendo una ferita immensa.


domenica 26 ottobre 2025

La mia intervista per il Corriere della Sera

Qualche giorno fa sono stato intervistato dal Corriere della Sera - Edizione di Milano per parlare di Orientamento al Futuro. L'articolo completo si trova qui.

È stata l'occasione per parlare del mio ultimo libro: Psicologia dell'orientamento al futuro, edizioni Mimesis, nella collana da me diretta Psicologia, Sviluppo ed Educazione.

Ho sostenuto che l’orientamento non è una scelta momentanea, ma un processo che accompagna l’intero arco della vita. In ogni età siamo chiamati a immaginare chi vogliamo diventare, a confrontarci con i nostri Sé possibili — quelli sperati, temuti o ancora da scoprire — e a dare loro forma concreta attraverso le nostre decisioni.

Scegliere una scuola, un percorso o una direzione non significa solo “decidere cosa fare”, ma iniziare a costruire il proprio futuro, passo dopo passo, con consapevolezza e fiducia.

Orientarsi è un verbo del presente che parla al domani.

domenica 21 settembre 2025

Restiamo umani: riflessioni di uno psicologo

Basta orrori, basta guerre. Basta bombe sugli innocenti, basta atti di odio e terrore. Stop ai genocidi. Liberate gli ostaggi. Ogni bambino e ogni bambina del mondo ha diritto di ridere, giocare e crescere al sicuro. Non di avere paura. Restiamo umani.

Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, questo non è solo un appello morale, ma una necessità concreta: le esperienze traumatiche vissute in età evolutiva segnano profondamente la crescita, influenzando lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Un’infanzia vissuta sotto la minaccia costante della violenza rischia di compromettere la fiducia di base, l’apertura al futuro e la capacità di costruire legami sicuri.

La psicologia umanistica ci ricorda, al tempo stesso, che ogni persona ha un valore intrinseco e una spinta verso la crescita. Autori come Rogers e Maslow hanno sottolineato l’importanza di contesti che favoriscano la sicurezza, l’autenticità e l’empatia: condizioni indispensabili perché gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale.

Dire Restiamo umani significa allora riconoscere, anche nei momenti più bui, che dignità, libertà ed empatia non sono valori opzionali, ma i pilastri su cui costruire il futuro dei bambini e delle bambine, e con essi il futuro dell’umanità.

venerdì 20 dicembre 2024

Una lezione al Master DAITAL2 dell’Università degli Studi dell’Insubria

È stato un grande piacere per me tenere una lezione al Master DAITAL2, Didattica dell'Alfabetizzazione e dell'Apprendimento dell'Italiano come Seconda Lingua, presso l'Università degli Studi dell'Insubria. 

Durante questo incontro, ho esplorato il tema dell'apprendimento in età adulta, con un'attenzione particolare ai fondamenti neuroanatomici del linguaggio e ai disturbi della lettura e della scrittura che possono emergere in questa fase della vita.

La lezione ha offerto un’analisi approfondita dei meccanismi psicologici che sostengono l’apprendimento, sottolineando le condizioni che possono facilitarlo, specialmente nell’ambito linguistico. Ho voluto mettere in luce quanto sia cruciale per i formatori considerare non solo gli aspetti tecnici della didattica, ma anche il contesto emotivo e relazionale in cui l’apprendimento avviene.

In particolare, ho insistito sull’importanza delle tre condizioni rogersiane, intese come abilità essenziali per ogni insegnante: la considerazione positiva incondizionata, che favorisce un ambiente privo di giudizi; l’empatia, che consente di comprendere profondamente il vissuto degli apprendenti; e la congruenza, che promuove autenticità e coerenza nella relazione educativa. Sono convinto che queste qualità rappresentino la base per un insegnamento efficace e trasformativo, soprattutto nel delicato processo di apprendimento di una seconda lingua.

domenica 18 febbraio 2024

La trappola del rimpianto

Spesso, nelle psicoterapie, il rimpianto emerge come un’ombra del passato. 


Un lamento per ciò che avremmo voluto fare o avere, ma che non si è realizzato. 


Perché non prendere ispirazione dalle opportunità che la vita ci offre, osare, e vivere il momento

Scappiamo dalla trappola del rimpianto.



domenica 15 ottobre 2023

Il conflitto israelo-palestinese e i bambini

Non bastava la guerra in Ucraina, un altro conflitto dalle conseguenze mondiali è scoppiato in Medio Oriente. E in Occidente, invece di organizzare manifestazioni per la pace, assistiamo a manifestazioni pro-palestinesi e pro-israeliani che riproducono, tristemente, i due schieramenti e il conflitto in corso.

Ma la cosa peggiore è che in questa nuova guerra vengono commessi crimini atroci nei confronti di bambini e bambine. Uccisi senza pietà solo per la loro appartenenza a un determinato popolo. 

Mi ha lasciato senza parole il video diffuso attraverso i social network del bambino israeliano molestato dai coetanei palestinesi e da un adulto che filma l'orrore, invitandolo a chiamare la sua mamma: “Say Ima, Ima” (in israeliano “Ima” significa mamma). Quello che più colpisce è che nel video la vittima dell’aggressione non viene chiamato “bambino” o “israeliano”, bensì “ebreo”, segno che in quei bambini è stato istillato l’odio fin da piccoli verso un altro popolo ben identificato. 

Anna Frank scriveva nel suo Diario: “Perché gli uomini non possono vivere in pace? Perché devono distruggere tutto?” e i suoi interrogativi rimangono tragici e attuali.

lunedì 7 novembre 2022

Gli aspetti psicologici dello smartworking



Oggi sono stato intervistato da Max Furia di ITCore Group per un podcast prodotto in collaborazione con Cisco Italia sugli aspetti psicologici dello smartworking. Il podcast sarà diffuso sulle principali piattaforme digitali. 

Rifacendomi a ricerche universitarie svolte sul campo in Italia, ho sostenuto che da una parte lo smartworking ha migliorato l’approccio al lavoro, garantendo una maggior flessibilità, eliminando lo stress legato agli spostamenti casa-lavoro e aumentando la soddisfazione lavorativa. In molti casi tutto questo farebbe aumentare la produttività del lavoro svolto. 

D’altro canto gli aspetti negativi dello smartworking sono il minor senso di appartenenza che produce, un senso di solitudine e alienazione e la cosiddetta “zoom fatigue”: una sensazione di fatica e disagio legata alle numerose videoconferenze, ai problemi di connessione e al fatto che chi lavora tende a fare altre attività contemporaneamente. 

In realtà lo smartworking è una cosa seria, è tempo di lavoro a tutti gli effetti e richiede un ambiente privo di distrazioni e una pianificazione accurata delle proprie attività, rispettando le nostre routine: gli orari dei pasti, dell’addormentamento e iniziando a lavorare più o meno sempre alla stessa ora.